Collegno, 04/10/2013
Precipito all’infinito, nel vuoto, nel buio.
Intorno a me vedo solo le stelle, come se precipitassi in un pozzo
verticale senza apertura né fondo, con tanti diamanti luccicanti
incastonati sulle pareti perfettamente lisce e nere come la stessa
oscurità che mi circonda.
Le pareti di questo pozzo virtuale sembrano lontane solo poche spanne
dal mio corpo, e allo stesso tempo distanti all’infinito; certo
è che non sento nulla con la punta delle dita nemmeno tendendo il
mio corpo fino allo spasmo.
Non c’è aria, altrimenti ne sentirei l’attrito come penso lo sentano i paracadutisti nei loro lanci. Eppure respiro, o comunque sono vivo e cosciente; ho anche la sensazione della velocità, non so come, come se fosse costante e crescente allo stesso tempo.
Sento la pelle gelata sotto i vestiti, e allo stesso tempo sento un
forte calore all’interno del corpo.
Forse sto urlando, ma sono immerso nel silenzio più profondo e
non percepisco alcuno sforzo della gola o dei polmoni.
È questo lo spazio? È questo il tempo? È questo l’universo? È questo l’infinito?
Precipitooo...
Dario Scoppelletti